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INFORMAZIONI SULLA ZONA

L'Alentejo è stato (e rimane) il Portogallo dell'autenticità contadina, delle lotte agrarie prima (ma anche dopo) la rivoluzione dei garofani, del latifondo, della povertà. In qualche modo, l'archetipo del Portogallo rurale. Perfetta per un percorso in auto, tra borghi bianchi di calce, fattorie isolate e vere fortezze dell'epoca in cui la zona era il campo di battaglia contro i Mori o gli Spagnoli. Eppure il progresso è arrivato anche qui, con la meccanizzazione dell’agricoltura ma, a dispetto delle invenzioni moderne, i grandi vignaioli francesi continuano a preferire il sughero dell'Alentejo (di qui arrivano i 2/3 della produzione mondiale) per imbottigliare i vini più preziosi.

Mentre macinate chilometri su strade polverose, fermatevi ad osservare scene che sembrano fuori dal tempo, le donne vestite di nero, i contadini con un solco di rughe sul viso, i cavalli, i carri tirati dagli asini, i tori, il mercato, dolmen megalitici dimenticati nella campagna, le distese di papaveri che si trasformano in campi di grano d'estate, le querce da sughero nude e contorte, la terra rossa, le case candide, le finestre riquadrate di giallo e blu.
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C'è anche il mare vicino a Casa Zanzibar, una delle coste più snobbate dai turisti e predilette dai portoghesi. Un litorale selvaggio dove l'oceano arriva impetuoso, frangendosi sulle scogliere di basalto tra cui si aprono lunghe spiagge dorate e piccole località di mare deliziosamente retro come Zambujeira de Mar o Cavaleiro. Ma se volete vivere davvero l’Alentejo, lasciate le spiagge dell’Algarve, e godetevi la sua vera anima di terra: l'Alentejo "terra estrema, austera e virile”.